L’Homo Oeconomicus al concerto dei Rolling Stones

Dice Wikipedia che l’Homo Oeconomicus ha come principale caratteristica la razionalità e l’interesse esecutivo per la cura dei propri interessi individuali; in altre parole, vuole massimizzare il proprio benessere ed è perfettamente consapevole dei mezzi che sono a sua disposizione e quelli che sono in mano alla concorrenza. Questa definizione e altri concetti sul comportamento razionale degli agenti e dei mercati mi ha accompagnato prima, durante e dopo il concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo, permettendomi quindi di verificare empiricamente le tesi delle più brillanti menti dell’Ottocento.

Domandiamoci per esempio se la totalità degli attori in un sistema efficiente si comporti in maniera tale da giungere al punto di equilibrio: è vero? La risposta è rappresentata dalla mia visuale del palco al momento dell’inizio del concerto: questa.

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Sopra la spalla potete notare i fari superiori del palco. Per diversi minuti ho temuto di non riuscire a vedere nemmeno quelli.

 

La random walk degli elementi al Circo Massimo ha infatti voluto che di fronte a me si piazzasse un uomo la cui altezza sulla carta d’identità è scritta in scala logaritmica. Osservate che ad un evento a cui partecipano 70mila persone nessuno – salvo quelli in prima fila – vede nulla, e questo sarebbe già di per sé l’equilibrio di sistema che la mente razionale cerca. Tuttavia non è scientificamente accettabile che proprio davanti a me dovesse piazzarsi il fratello maggiore di Godzilla.

Si potrebbe dire che in questo caso la razionalità degli agenti c’entri poco: il problema è strutturale, diciamo “di sistema”, e un palco più alto o un parterre in lieve pendio avrebbero risolto il problema. Molto più sorprendente – e credo che questa sia la critica migliore che i contemporanei possono rivolgere a Léon Walras e al suo homo oeconomicus - è la presenza in quest’ultimo di preoccupanti picchi di demenza malcelati da scarsa lungimiranza. Mi piace immaginare che l’homo erectus, in un momento di capital budgeting, preferì proteggersi dal sole investendo nella ristrutturazione delle grotte anziché sdraiandosi in mezzo ad una mandria di elefanti. Oggi, nell’era in cui il fuoco si accende con un’app, è pazzesco che ci siano persone che decidono di piantare una tenda paravento Decathlon in mezzo a 70 mila bipedi che nervosamente attendono da ore, seduti, l’inizio del concerto. Ve lo giuro: quando lo staff improvvisamente ha aperto le ultime recinzioni creando uno nuovo spazio tra il palco e la prima fila, ho visto la morte negli occhi di quei tizi che cercavano di ripiegare i paletti del loro paravento mentre venivano travolti senza pietà. Per farvi capire la dinamica dell’incidente, abbiamo recuperato un’istantanea scattata durante quei concitati momenti.

 

Un'infografica che neanche IL o Wired.

Un’infografica che neanche IL o Wired.

 

Insomma, l’irazionalità comporta la ricerca di un piacere di breve periodo che può sfociare nella devastazione sul lungo. Altri casi esemplari sono le persone che salgono sulle spalle di qualcuno per vedere meglio il palco: e sti cazzi se la gente dietro non vede! La statura media delle ragazze italiane sui 35 anni è di circa 160cm, mentre quella degli uomini è di 15cm superiore; si può quindi tranquillamente sostenere che le prime siano tendenzialmente sempre svantaggiate durante gli spettacoli con pubblico in piedi. La tentazione di farsi sollevare è quindi piuttosto alta. Ricordiamo che l’homo oeconomicus ha come principale caratteristica la cura dei propri interessi individuali. Teorie come questa aprono facilmente il fianco agli attacchi di chi predilige la cura degli interessi collettivi: sembra molto più semplice intuire che è “meglio poco per tutti, che tanto per pochi”.  E’ invece dimostrabile che cavalcare le spalle del proprio ragazzo durante i concerti non solo è dannosa per gli altri, ma anche per se stessi.

Durante lo spettacolo di John Mayer, che apriva gli Stones, una ragazza si è messa a cavalcioni per poter filmare l’evento col cellulare. Era felice, ma il suo sorriso si è sciolto in una smorfia di sorpresa e terrore quando, volendo filmare la folla, ha visto che le persone dietro di lei le stavano urlando una quantità di insulti che probabilmente non aveva mai sentito in tutta la sua vita. La cosa non sarebbe degna di nota se la stessa sventurata non avesse scelto di ripetere il gesto durante Start me up. Contro di lei sono volati, nell’ordine di tempo:

  1. Insulti sul suo onore di donna;
  2. Acqua;
  3. Bottigliette vuote;
  4. Bucce di banana;
  5. Fine ghiaietto con traiettoria a parabola;
  6. Fine ghiaietto con traiettoria rettilinea;

La ragazza a questo punto si è dovuta arrendere e tornare a non vedere il palco, stavolta accecata più dalla rabbia che dalla folla davanti a lei. Possiamo quindi supporre che per quei pochi secondi di gioia e piacere sono conseguiti minuti di odio e fastidio. Possiamo rappresentare graficamente l’andamento dell’utilità da lei percepita e confrontarla con quella delle persone alle sue spalle, supponendo un’utilità media di 10 punti per ogni partecipante al concerto.

 

Il grafico ha l’asse orizzontale (rappresentato dai secondi trascorsi dalla scelta di salire sulle spalle) in scala logaritmica, nel rispetto del tizio di cui sopra.

 

Il picco blu rappresenta l’immediato appagamento della ragazza, destinato poi a calare sempre più velocemente fino a che gli insulti e gli oggetti non solo azzerano l’utilità, ma creano l’effetto scientificamente conosciuto col nome di “Non vorrei essere qui in questo momento”. Effetto che, per gente che ha pagato 110€ di biglietto, ha del devastante. Ovviamente anche la rabbia è destinata a scemare, diluita sempre di più dallo show offerto da Jagger, Richards, Watts e Wood, ma l’utilità impiega molto più tempo a riposizionarsi a livelli medi rispetto al resto delle persone, che hanno ripreso a godersi lo spettacolo esattamente il secondo successivo all’aver abbattuto l’ostacolo visivo. Di conseguenza, l’utilità media della ragazza, di per sé leggermente inferiore rispetto a quella degli altri spettatori data l’altezza, ne risulta ulteriormente diminuita.

Stando dunque alla gente che mi circonda mi vien fortemente da dubitare che l’uomo sia razionale. In contesti estremi come quello di domenica, poi, i difetti del modello si palesano in rilievo come i capezzoli di Mick Jagger quando si è tolto la giacca rimanendo con una maglietta attillata nera. E lo ammetto: in quel momento non mi sarò forse sentito molto oeconomicus, ma un po’ omo si.

 

 

Dio Santo, che gran figo.

 

 

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