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Camping 5 stelle

L’ Urban Dictionary definisce il termine camping come “the Act of staying in one spot in a map in a first person shooter videogame to gain a tactical advantage over an enemy or group of enemies. The person committing the act of camping is the camper“. Poi continua commentando che c’è molta controversia riguardo alla rispettabilità di tale stile di gioco: per alcuni è intelligente e strategica, per altri è semplicemente da codardi, per non dire da stronzi (“my 50 year old mother could get that score camping like him and she’s never played before”)Il termine si è esteso poi per altre situazioni al di fuori della sfera videoludica, entrando così nel quotidiano pur mantenendo il significato: il soggetto rimane immobile in una posizione di vantaggio per lui e di assoluto fastidio per gli altri: “Man I gotta go take a shit” “Well, don’t go camping because I still have to take a shower”.
Evidentemente questa strategia è particolarmente apprezzata da Beppe Grillo, che infatti ha girato tutto il Paese con il camper (ho avuto l’onore di toccare la maniglia del mezzo quando è venuto a fare il suo show a Crema; mi ha ridato la vista e una connessione a 6 mega). “Voteremo legge per legge”, dicono, e già li vedo, annidati nei loro seggi come cecchini sui monti virtuali di Call of Duty mentre prendono la mira su ogni giocatore che passa, su ogni avversario politico che propone qualcosa che non va a loro genio. La comodità di questa tattica è manifesta, e per l’appunto il camping fa incazzare tutti gli altri players, soprattutto quando sono costretti a passare da quelle parti, vuoi perché è l’unico corridoio per andare da un luogo ad un altro, vuoi perché è esattamente il punto di ripristino quando il nostro personaggio muore e viene rigenerato dal videogame (e qui, il camper è veramente un codardo bastardo). Ora si deve eleggere un governo: non ci sono altri passaggi, non ci sono alternative, Ma il Movimento pare non voler prendere iniziative, e limitandosi a “valutare legge per legge” pare non promuovere il proprio programma con disegni di legge scritti di proprio pugno.

Però in Sicilia il camping grillino funziona! E grazie al cazzo, alle regionali è il popolo a scegliere il presidente, eletto con o senza stabilità nel Consiglio. In parlamento no, il premier è nominato dai partiti. E qui sembra venir fuori un’altra strategia del 5 stelle, ovvero negare la fiducia a qualunque soluzione proposta dagli altri partiti (PD, PDL, e Monti) costringendoli a tre strade alternative:

1) il governissimo PD-PDL, che fa venire la diarrea a zampillo anche al più disinteressato di politica.
2) votare nuovamente.
3) dargli le chiavi di tutta la baracca e dire e alzare bandiera bianca.

In ogni caso il Movimento 5 Stelle non ha che guadagnare in fatto di consensi: da chi ha già molti dubbi sul PD e sulla Lega e da chi non ha vinto con Ingroia e altri. A meno che non esista la quarta prospettiva, quella che io non riesco a cogliere ammettendo, dopo la differenza tra quanto prevedevo e quanto è accaduto, che di politica non ci capisco un cazzo di niente. Mi consolo che non sono solo; a farmi compagnia ci sono cariolate di giornalisti e opinionisti. Non ricordo più chi l’ha detto, ma la frase seguente è per me il simbolo di queste elezioni che hanno fatto cadere tutti dal pero:

“Tutti, tutti ma proprio tutti i giornalisti danno i risultati al Senato in percenutale su scala nazionale. E’ da qua comincia il declino.”

Dan Marinos

  2 comments for “Camping 5 stelle

  1. Anonymous
    marzo 3, 2013 at 11:16 am

    Dan anche se alcune cose le metti giu un po alla beppe grillo pure tu, rimani il numero 1…
    checco (la figurina l’hai messa sul comodino?)

  2. marzo 3, 2013 at 11:34 am

    Vabbuò, io mica devo tirare su un partito. O forse si?
    (la figu la tengo nel portafogli assieme a quella di Gattuso. Altro che santini di Padre Pio e la Madonna di Lourdes)

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