Il mio ricordo di Adel Smith (extended edition)

Ieri è morto Adel Smith. Su Facebook ho postato un mio ricordo di questo personaggione (o meglio un amarcord adolescenziale) e qualcuno ha apprezzato. Ho pensato fosse bello riportare le parole sul blog, arricchendo il racconto. Magari vi lascio le aggiunte in corsivo, così chi l’ha già letto salta direttamente a quelle.

Una sera estiva, avremo avuto 14-15 anni, io e il Cremo ci annoiavamo chiusi in casa. Forse non avevamo modo di cazzeggiare su internet, che l’ADSL del Cremo era ancora a €/min e la FLAT un sogno sempre più vicino. Io a casa avevo ancora il 56k, con la sua musica industrial e i suoi 20 minuti per scaricare una canzone. La mia prima canzone scaricata fu Shpalman, con l’indimenticabile WinMX. Più che la lentezza in sé, il problema del 56k era dover giustificare tutti quei minuti in cui nessuno in famiglia poteva usare il telefono fisso, né ricevere telefonate. Per Shpalman non c’erano giustificazioni: andava fatto e basta.

Comunque.

Accendemmo la tele che il Cremo aveva in camera e cominciammo a fare zapping, finché finimmo su una rete locale (Telelombardia o Antenna 3) che stava trasmettendo un dibattito sulla questione dell’Islam in Italia. Lo studio era veramente fatiscente e non sembrava replicare i talkshow alla Santoro o Floris, ma Piazza Grande di Magalli, in peggio: la scenografia, più che ricordare un centro di qualche paesello italiano, ricordava Belgrado o Sarajevo durante la guerra. Ospite principale della serata era Adel Smith.

In quegli anni Adel Smith (nato col nome Emilio Smith da un napoletano di origini scozzesi e da un’egiziana) era sulla cresta dell’onda grazie alle battaglie contro i crocifissi nei luoghi pubblici. In qualità di fondatore e presidente dell’Unione dei Musulmani in Italia (e successivamente del Partito Islamico Italiano), veniva invitato da tutte le televisioni, più o meno importanti. La presenza di napoletani con origini scozzesi può sembrare inconsueta, e in effetti lo è, ma posso dire di avere la fortuna di conoscere personalmente una di queste mosche bianche: in effetti l’ultima cosa che ti aspetti da una che di cognome fa Mac Donald  sono lamentele per la qualità del caffè e del tempo a Milano. 

Adel Smith aveva monopolizzato una questione fondamentale quale la laicità dello Stato e delle sue istituzioni. In altre parole, con le sue roboanti  imprese si era appropriato del dibattito, per cui se anche tu pensavi che nei tribunali i crocifissi andassero tolti, allora eri un suo seguace. D’altro canto il nuovo bersaglio facile dei conformisti era effettivamente riuscito ad ottenere dal giudice la rimozione del crocifisso dalla scuola frequentata dai figli. Se poi non funzionavano le vie legali, passava all’azione: dall’ospedale dove era ricoverata la madre videro una croce volare fuori dalla finestra. Per quel gesto si prese 8 mesi di carcere.

Il problema è che quasi sempre veniva dialetticamente massacrato, e finiva per fare la parte del pagliaccio. Certe volte poi il massacro avveniva in senso letterale. Mi riferisco in particolare a quando una delegazione di gioppini di Forza Nuova fece irruzione nello studio della veronese Telenuovo per asfaltare a pugni e calci il nostro beniamino, allora ospite di una trasmissione. La sortita doveva avere uno scopo punitivo in quanto pochi giorni prima, sempre durante un dibattito presso una televisione locale, aveva dimostrato a tutti che – nell’uno contro uno – il suo vero nome era Muhammad Ali: bum! bum! Destro-sinistro e tal Pelanda, un demone de Il Giornale più grande di lui (e notate che Adel era un bell’armadio), era caduto goffo come un sacco dell’umido contro la scenografia di studio.

A parole, invece, Adel era soltanto un pessimo incassatore. Torniamo a quella sera di tanti anni fa: anche stavolta Adel le stava prendendo, incalzato dagli altri ospiti e perfino da un conduttore che aveva svestito totalmente i panni di moderatore. Ad aggravare la situazione venivano lette di tanto in tanto le mail dei telespettatori, tutte pesantemente avverse ad Adel. Il suo sguardo, assorbito dal volto grassoccio e accaldato, trasudava tristezza e sopraffazione. Di fronte a tale martirio, io e il Cremo ci vedemmo costretti a intervenire.

Mandammo un messaggio in studio (Cremo, usammo il tuo primo indirizzo, shermans@….quanti ricordi!) conciso e a caratteri cubitali, qualcosa come: “GRANDE ADEL SIAMO CON TE, ABBASSO LA CULTURA AMERICANA, NON ARRENDERTI MAI, VIVA ALLAH”. Non che ci credessimo, ovviamente. Detestavamo sia i lapidatori e il lapidato, e forse quello fu il nostro primo gesto da Troll. Cliccammo “invia” e attendemmo.

Incredibile, dopo pochi minuti la televisione, a schermo intero, proiettò la nostra mail. Fu per pochi secondi, poi l’inquadratura passo nuovamente in studio. Il conduttore non la lesse, fece finta di niente e andò avanti. Ma Adel la vide, e i suoi occhi brillarono. Si sistemò sulla poltrona e ritrovò tutte le energie. Come un giocatore di poker che, rassegnato a perdere anche i rimasugli di euro che ha sul tavolo, scoprisse di avere in tasca un chilo di fiches tintinnanti.

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Il “noto” Salvatore Marino

Io credo di essere legato sentimentalmente a tutti gli A. Smith, soprattutto quelli il cui nome è composto da 4 lettere. Adel era veramente un fenomeno, che per pochi anni ha mancato la consacrazione di Internet. Guardate il suo sito, un incrocio tra l’HTML e la peggiore delle pagine dell’altrettanto indimenticabile Televideo. Guardate i suoi comunicati stampa: ” Nel 2004 stringe amicizia con il noto leader italiano Salvatore Marino (Associazione culturale MASCHIO 100X100), Presidente del movimento politico Destra Cristiana Europea […] per manifestare l’alleanza mondiale cristiano-islamica al 100% contro il lesbo femminismo satanico, contro la lobby dell’omosessualismo internazionale anticristiano e anti-islamico.”. Purtroppo era ancora l’epoca con Youtube a 240p, altrimenti quest’uomo avrebbe potuto avere un successo simile ad Andrea Diprè.

Quel giorno io e il Cremo regalammo la speranza a un uomo. Lo raccogliemmo da terra, lo pulimmo delle ferite e gli ridemmo una spada nuova: “Vai, alzati e torna a combattere”.

Ora potrei ridire “Vai, alzati e torna a combattere”. Ma è morto, Adel. E comunque non ne ho intenzione, dato il pagliaccio idiota che è stato. Perché quello che ha combinato è stato deprimente per chi crede nelle libertà di culto e nella laicità dello Stato. La questione tornava finalmente sui giornali, ma il suo portabandiera era un cretino di una totale nullità intellettuale. E con lui davanti, anche le istanze più illuminate non potevano essere prese sul serio: “Cosa vuoi tu, che stai con quel buffone di Adel Smith?”. Chissà come, nei secoli, la fiaccola era passata di mano da Cavour a Smith. A saperlo, il conte l’avrebbe usata per accendersi il camino. 

Quindi “Vai Adel, alzati e sparisci”.

P.S.: ho scoperto che la trasmissione era Piazza Pulita. Tze! Non quella di Formigli! Quella di Antenna 3 condotta da tal Poletti.

P.S.: Per i più curiosi, vorrei precisare che la frase “credo di essere legato sentimentalmente a tutti A. Smith” fa riferimento non tanto ad Adam Smith (a cui nonostante tutto devo la mia scarsa formazione, così come la devo a tanti altri come Marx, Friedman, Pareto e Panunzi), bensì ad Alan Smith, calciatore del Manchester United che sarebbe dimenticabilissimo se non fosse che, ultimo tra gli ultimi nella rosa proposta da Pro Evolution Soccer 4, mi aveva fatto vincere il campionato in quelle indimenticabili oziosissime estati dell’adolescenza.

  2 comments for “Il mio ricordo di Adel Smith (extended edition)

  1. settembre 8, 2014 at 2:16 am

    PROGETTI E IDEOLOGIA:

    -Per i diritti e la dignità del maschio;
    -Contro la donna soldato;
    -Contro la festa della donna;
    -Contro il monopolio dell’ informazione femminista;
    -Per la riapertura delle case chiuse come estremo rimedio contro la sempre più omosessualità femminile e prevenire estremi disagi maschili.
    – Per il telefono maschio;
    -Contro quest’onda di beatificazione preconcetta della donna moderna, come specie super protetta e/o Dea da venerare;
    -Contro l’oscurantismo femminile verso il maschio ed il loro predominio ricattatorio verso l’uomo;
    -Contro la minaccia subdola della donna d’oggi in ascesa di arrogante prevaricazione nei confronti del maschio, seguita da odio e vendetta atavica;
    -Contro l’ingiustizia della gestione dei rapporti amorosi, matrimoniali e patrimoniali della donna, sempre più propensa alle separazioni facili ed ai ricatti conseguenti devastanti per il maschio;
    -CONTRO UNA MAGISTRATURASEMPRE PIU’ PARZIALE E FEMMINISTA. (NO agli assegni di mantenimento per le ex-mogli)
    -CONTRO I MATRIMONI OMOSESSUALI E LA LORO ADOZIONE DI BAMBINI.
    -CONTRO LO STUPRO MEDIATICO GAY e LESBO AI DANNI DELLA TUTELA DEI MINORI.
    -CONTRO L’AUTORITARISMO DITTATORIALE DEL NEO-COMUNISMO ITALIANO
    -CONTRO UNA CHIESA PROGRESSISTA E FEMMINISTA.
    -SI ALL’ISLAM VERO AL100%
    -CONTRO LA DITTATURA DELLO PSEUDO PROGRESSISMO E DEL FEMMINISMO
    -CONTRO IL COMUNISMO ANTI-DEMOCRATICO.

    PER IL POTERE DI DIO E DELLA GIUSTIZIA DIVINA SUL PIANETA, CONTRO IL POPOLO UNICO DI SATANA (Femminismo,Omosessualità e Comunismo.)

    image
    http://www.maschio100x100.org

    • dan marinos
      settembre 8, 2014 at 10:22 am

      Certo che devi avere avuto un’adolescenza complicata

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